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La Storia della Città
L’area
circostante fu probabilmente insediata in
epoca pre-romana dalle antiche genti umbre.
La penetrazione romana avvenne con la
realizzazione della via Flaminia.
L'etimologia del nome sarebbe da collegarsi
ad un'origine sacrale, con riferimento
all'esistenza dei culto della dea Fulginia.
Ancora nella seconda metà del sec. XVI erano
visibili nell'area sud-orientale di Foligno,
vicino a Santa Maria in Campis, numerosi
resti archeologici dell'antica Fulginia.
Probabilmente l'attività edilizia della
città nel '500 e nel '600 accellerò, con il
recupero di materiale da costruzione, la
scomparsa di queste memorie.
La successiva individuazione topografica
della città romana avverrà attraverso
numerosi rinvenimenti che ci consentono di
ridisegnarne alcuni tratti. L'antica
Fulginia dovette essere abbandonata a
seguito delle invasioni barbariche.
Probabile che le popolazioni si rifugiassero
sul Colle di San Valentino, ad est della
città, dove esisteva un insediamento oggi
scomparso. Il nome del colle venne
accompagnato per tutto il medioevo
dall'appellativo di Civitavecchia, forse per
distinguere la città vecchia dalla nuova
sorta a ridosso del fiume Topino, sulla
tomba del martire Feliciano. I resti
rinvenuti nella località dove si pensa
sorgesse Fulginia, sono di edifici di età
romana e di tombe di età romana e preromana:
le domus in proprietà De Gregori, in Via
Costantíni, in Via Liverani e presso il
Ponte d'Antimo, un'insula presso la stazione
ferroviaria, resti di un anfiteatro e di un
acquedotto. I reperti rinvenuti attestano il
maggiore sviluppo del centro di Fulginia per
la prima età imperiale.
Merita menzione la costruzione, in età
medioevale, di un nucleo edilizio sorto
intorno alla tomba del vescovo Feliciano,
martire e santo (III secolo). Circondato da
mura, esso diviene il Castellum Sancti
Feliciani, sviluppatosi poi a tal punto da
assumere la nuova configurazione di Civitas
Sancti Feliciani, residenza degli abitanti
dell' antica Fulginiae. Nasce così la
Civitas nova Fulginii, poi Fulginium.
Situata sulla via Flaminia, una delle
principali strade che, proverbialmente,
conducevano a Roma, Fulginium era
probabilmente priva di mura - un fatto che
gli abitanti avranno probabilmente rimpianto
dopo il V secolo con la caduta di Roma.
Risparmiata dai Longobardi, assalita e
saccheggiata dai Saraceni nell'881, nel 915
e nel 924 fu devastata dagli Ungari.
Risollevatasi si ampliò nel Xll sec., grazie
anche dell'aiuto ricevuto da Federico
Barbarossa che le confermò i privilegi su
Bevagna e Montefalco. Foligno divenne punto
di appoggiò dei Ghibellini, entrando così in
rivalità con la Guelfa Perugia. A gli inizi
del XIII sec. passò sotto il dominio della
chiesa. Si assiste ad un rinnovamento ed
ampliamento delle strutture urbanistiche,
favorendo così l'insediamento di attività
commerciali e industriali. Corrado
Guiscardo, che occupò la città per conto di
Federico II nel 1227, riportò al potere i
Ghibellini. Divenuta il centro più
importante favorevole agli imperatori, fu
costretta a sostenere numerose guerre
difensive con i comuni limitrofi,
soprattutto con la Guelfa Perugia, che rase
al suolo Foligno nel 1281.
E’ in questi anni che si svolge la vicenda
storica della celebre suora mistica
folignate, la Beata Angela (1248-1309) -
patrona non solo delle vedove, ma anche di
chiunque sia posseduto da tentazioni
sessuali. Nata ricca, Angela si era fatta
una certa reputazione in gioventù. A tre
anni dal suo quarantesimo compleanno, ella
si pentì del suo passato adultero e
sacrilego, scrivendo infine un libro delle
sue visioni mistiche.
Agli inizi del XIV sec. i Ghibellini,
guidati da Corrado Anastasi, cedettero ai
Guelfi, comandati dal vicario pontificio
Rinaldo Trinci che ottenne la signoria della
città nel 1310. La Signoria dei Trinci
caratterizzò un'epoca fondamentale per la
storia di Foligno. Nel 1420, quando assunse
il potere Niccolò Trinci, Foligno aveva
esteso il proprio dominio su città
importanti come Spello e Bevagna, Montefalco
e Giano, Assisi, Trevi , Nocera e su molti
castelli. L'uccisione di Niccolò Trinci, nel
1424 nel Castello di Nocera, segnò l'inizio
della decadenza della dinastia, alla quale
pose praticamente fine Corrado III con le
folli stragi e vendette di cui si rese
responsabile. Nel 1439 I'esercito pontificio
occupò Foligno, arrestò Corrado III ed i
suoi compagni, poi giustiziati, ponendo fine
ad una delle Signorie più illustri di tutta
l'Umbria.
Il Rinascimento fu un periodo stabile e
produttivo per Foligno. Johann Numeister,
pittore e allievo del pioniere della stampa
Gutenberg, trovò rifugio a Foligno dopo la
sua fuga dall’assedio di Magonza nel 1462.
Nel 1470 fu introdotta l'arte della stampa.
Una tipografia fu allestita da Emiliano
Orfini; nel 1472 uscì la prima edizione
della Divina Commedia. Con l'invasione
napoleonica, Foligno fece parte della
Repubblica Romana (1799) e poi del Regno d'ltalia
dal 1809 al 1814, compresa nel Dipartimento
del Trasimeno. Partecipò ai moti
risorgimentali del 1831 e 1848. Il 14
settembre 1860 con l'occupazione da parte
delle truppe del generale Fanti ebbe termine
il governo pontificio e Foligno fu annessa
all' Italia unita.
Foligno si espanse in epoca moderna al di
fuori del centro storico, verso le piane
circostanti. La città, un tempo piccola, si
allargò, grazie alla sua posizione in un
crocevia stradale e ferroviario.
Durante la seconda guerra mondiale fu sede
di un importante aeroporto, di caserme, di
scuole militari e di industrie belliche (in
particolare aeronautiche). Subì
numerosissimi bombardamenti angloamericani
che la distrussero all'80%, per questo fu
insignita di medaglia d'argento.
Il centro storico della città fu colpito, ma
non distrutto, dalle bombe. Per rincuorare i
residenti nella ricostruzione del
dopoguerra, una associazione locale decise
di riportare alla luce una vecchia
competizione: la Quintana. La giostra era
una tradizione medioevale, che continuò fino
al XVII secolo - l’epica che ha ispirato il
revival del 1946.
Il 26 settembre 1997, Foligno è stata ancora
una volta scossa da un violento terremoto.
La sua forma ovale ormai persa nella
ragnatela della periferia, è percepibile
dalle colline che la circondano scendendo da
Montefalco o lungo la vallata del Menotre.
Viali alberati conducono dai quattro punti
cardinali alle porte unite dal tessuto
ancora percepibile delle mura medievali. Il
fiume Topino lambisce le mura del versante
nord, mentre un suo ramo interno, in cui
sopravvive l'antico corso, attraversa la
città in alcuni dei suoi angoli più
caratteristici, dove un tempo erano attivi
antichi opifici. A ridosso delle mura gli
orti, al di là delle porte le piazze intorno
a cui si affacciano i monumenti più
ragguardevoli. Dalle piazze stesse si
diramano le direttrici della città che
confluiscono in piazza della Repubblica, tra
ricchi palazzi. E' qui il nodo genetico
della città sviluppatasi distendendo le sue
singolari geometrie.
Foligno è oggi una vivace città commerciale,
la terza più grande dell’Umbria.

a sinistra)
Stemma della città di Foligno, secolo XIII -
XIV, incisione in legno, in Giovanni
Mengozzi, Sulla zecca e sulle monete di
Fuligno dissertazione epistolare, Bologna
1775, frontespizio. Foligno, Biblioteca
comunale.
al centro)
Stemma della città di Foligno, sec., XIII -
XIV, bossi in legno per la stampa, 6,4x6,4
cm. Foligno, Biblioteca comunale.
a destra)
Stemma della città di Foligno, sec. XV -XX,
sigillo metallico, h. 13 cm. Foligno
Biblioteca comunale.
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