A Perugia si intitolerà una via al grande Guido Mazzetti, a Foligno proposta analoga da parte di Folignocity.com
Il figlio Mimmi commosso dall’idea che arriva dal nostro portale, e ricorda le splendide le sue stagioni vissute a Foligno.
Servizio di Alfonso Tardocchi e Alessandro Bianchini
Proprio ieri il consiglio comunale di Perugia,accogliendo una proposta fatta propria Carlo Castori del gruppo consiliare del Popolo della Libertà, ha deciso di intitolare una via al grande Guido Mazzetti, già allenatore del Perugia della promozione in B e patriota di primissimo valore.
Nella sua lunga carriera di calciatore prima e di talentuoso allenatore poi il “Sor Guido”, come lo ricordano con grande affetto nella città della Quintana, tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato per le sue doti professionali ma anche per quelle umane in cui Mazzetti eccelleva.
E così, la nostra idea, anticipata nei giorni scorsi su Facebook: che la proposta possa essere ripetuta in tutte le città italiane dove la sua professione lo ha portato e dove il Sor Guido ha lasciato un segno tangibile durante la sua permanenza, tale proposte si leva forte dal “centro del mondo”.
Quindi dalle colonne di FolignoCity.com parte la proposta di intitolare una via o una Piazza di Foligno a Guido Mazzetti, e con l’occasione rivolgiamo pubblicamente un invito agli organi di informazione ed a tutti i rappresentanti del Consiglio Comunale (a prescindere dallo schieramento politico) a promuoversi fattivamente e condividere la nostra proposta con una mozione al Sindaco e al Consiglio Comunale.
Un gesto che sarebbe di grande stima di affetto e di riconoscenza alla persona sotto il profilo umano e sportivo.
Su tale idea il figlio Mimmi, che vive e lavora a Perugia come tutta la sua famiglia, conosciutissimo giornalista sportivo, si è detto non solo felice, ma addirittura commosso.
“Mio padre – afferma Mimmi _ durante la sua quarantennale carriera nel calcio a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 da calciatore e poi da allenatore, passata attraverso Livorno, Catania, Siracusa, Parma, Udinese, Savoia, Juve Stabia, Napoli e naturalmente la vicina Foligno. In Toscana, in Sicilia, in Campania, in Friuli e naturalmente in Umbria, dovunque ha lavorato mio padre è stato ricordato come grande professionista e grande persona, sempre disponibile dal punto di vista umano nei rapporti con le persone e per la sua grande disponibilità. Debbo dire naturalmente che la decisione presa dal consiglio comunale di Perugia mi ha fatto un enorme piacere anche se la ritengo, tardiva ma va bene lo stesso. Ed ora provo lo stesso sentimento sentendo che qualcuno lo ha proposto anche a Foligno e in altre località. Spero che il tutto possa andare in porto”.
La straordinaria carriera calcistica del Sor Guido si svolge in un lungo arco temporale di 40 anni (dal 1946 al 1986) ininterrottamente sempre mai una retrocessione e con salvataggi che hanno del miracoloso. E con notevoli riconoscimenti sportivi ed umani, ma anche civili visto che Guido Mazzetti era stato catturato dai nazifascisti e addirittura fatto oggetto presso l’attuale piazza Partigiani di una finta fucilazione per la quale lo stesso generale Alexander, comandante in capo delle truppe alleate gli aveva consegnato il “certificato di patriota” .
Perché Foligno si dovrebbe ricordare del sor Guido? A lui è legata l’esperienza calcistica tra le più importanti del dopo guerra con la presidenza del conte Vaselli e appunto la guida tecnica di Guido Mazzetti nelle stagioni 1954-55 e 1955-56 quando il Foligno si tolse grandi soddisfazioni e militando in un campionato interregionale (una sorta di serie C attuale) proprio con i colori del Foligno vinse anche il premio per migliore allenatore della categoria. E di episodi curiosi legati alla sua permanenza a Foligno ce ne sono basti dire che con il Foligno la squadra di Guido Mazzetti ottenne due vittorie storiche proprio contro il grifo (un 3-0 e un 4-1) che a lui e alla sua famiglia, come ricorda bene il figlio Mimmi che vivevano a Perugia causò problemi a non finire visto che il campanilismo sportivo esistente tra le due città era già ben evidente e sentita già al tempo.
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