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Curiosità e Tradizioni
LA
PRIMA EDIZIONE DELLA DIVINA COMMEDIA
GLI
ANTICHI GIORNALI DI FOLIGNO
I
CONFETTI DI FOLIGNO
LUCREZIA
BORGIA GOVERNATRICE DI FOLIGNO
IL
PASSAGGIO DI SAN PIETRO E DI SAN PAOLO A FOLIGNO: I PRODIGI DI CANCELLI
DUE
FOLIGNATI VIDERO MORIRE GESÙ CRISTO
Tradizioni:
Foligno è il Centro del Mondo
Una tradizione antica di alcuni secoli
assegna a Foligno il ruolo importante di
trovarsi al CENTRO DEL MONDO! E' evidente
che la centralità geografica nella nostra
penisola posta al centro del Mediterraneo,
un tempo considerato il mondo conosciuto, ha
dato modo alla città di Foligno di essere
definita "al CENTRO DEL MONDO".
Nell'Ottocento questo centro era stato
individuato con il "tribbio", l'incrocio
delle principali vie cittadini. E' negli
anni '50 che il CENTRO del MONDO viene
definito
»...
Continua
LA PRIMA EDIZIONE DELLA DIVINA COMMEDIA
La prima edizione della Divina
Commedia venne stampata a Foligno,
probabilmente l'11 aprile 1472 l'edizione di Foligno era già terminata. Anticipa le
edizioni, sempre del 1472, di Jesi e di Mantova. L'opera fu stampata da una delle
primissime tipografie italiane nei locali dello storico palazzo Orfini, un palazzo di stile rinascimentale che si affaccia sulla piazza della
Repubblica, da Iohannes Numeister di Magonza ed Evangelista Mei di Foligno.
GLI ANTICHI GIORNALI DI FOLIGNO
Foligno ebbe una tipografia fin dalla prima introduzione dell'arte in Italia, e fu nel
1470, essendo solo stata preceduta da Subiaco nel 1463, da Roma nel 1467 e da Brescia nel
1469. Foligno fu tra le primissime città ad avere una tipografia, come ad avere un
giornale. Dei giornali, che forse non erano pubblicati con periodicità regolare, erano
ricchi di notizie indiscrete, di racconti mordaci, di satire ed arguzie, tanto che
l'autorità se ne dovette occupare e porgli un freno. Si chiamavano nuove, novelle, gazzette, gli scrittori ed i tipografi venivano inquisiti,
perquisiti processati e condannati. Questi periodici primordiali si stampavano anche a
Foligno. Nel giornale che si stampava a Venezia nel 1570, nel numero del 28 ottobre, si
trova da una notizia da Roma che erano stati messi in carcere "alcuni che vendevano le nuove stampate a
Viterbo et a Foligno". Le Gazzette di Foligno del secolo XVII sono importanti e se ne hanno parecchi
esemplari; nella biblioteca Planettiana di Jesi si trovano volumi dal 1680 al 1707, la
Casanatense in Roma ne ha dal 1691 al 1717, la Strenna Album dell'associazione della
Stampa ne ha un esemplare del 1695, altri esemplari ve ne sono raccolti in altre
biblioteche italiane. I giornali non avevano nome, ad esempio la prima riga iniziava
così: N.20 FULIGNO, 15 Maggio 1691. Poi seguivano subito le notizie da Roma, dalle
principali città italiane, dalla Francia, Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra, ecc.
e nell'ultima riga il nome del tipografo. Le notizie di Roma e di Venezia erano stampate
dopo tre giorni, quelle di Milano dopo sei, di Genova e Torino dopo dieci, quelle di
Vienna e Parigi dopo sedici, ecc. Il giornale era a quattro pagine, alte 28 cm. e larghe
20, era composto con caratteri molti piccoli. Nel 1707 il giornale si stampava dal
Campitelli, dal Mariotti e dal Campana, ma non
sappiamo se erano tre giornali distinti oppure uno solo che veniva stampato a seconda del
bisogno in diverse tipografie. Il costo dei giornali è un quesito che non sappiamo
risolvere in quanto il prezzo non veniva pubblicato. Di giornali stampati negli anni
successivi abbiamo la Gazzetta
Universale, stampata da Pompeo
Campana (abbiamo copie datate 1782, ma forse ne esistevano anche prima), Notizie dal Mondo, stampato da Feliciano Campitelli, ed
Estratto da notizie interessanti, di cui abbiamo copie del dicembre 1799.
I CONFETTI DI FOLIGNO
Una volta in Foligno vi era grande produzione di cera lavorata, di eccellente carta di
filo e di una gustosissima qualità di Confetti, da cui venne il proverbio "Foligno
dalle strade inzuccherate".
Per circa 400 anni si fabbricarono Confetti di fama grandissima, celebrati in Italia e
fuori come merce assai fina e assai gustosa. I Confetti, che erano molto piccoli, venivano
fabbricati e venduti dagli Speziali, i quali si erano già riuniti in corporazione fin dal
1401, questo fa supporre che sin da quel tempo prosperasse in città tale industria. Nei
primi del Quattrocento la fabbricazione dei Confetti era giunta ad un grado tale di
perfezione, che i folignati potevano farne regali nei momenti e nelle circostanze di
maggiore importanza, e le confezioni erano richieste da moltissime corti d'Europa. Per
tutto il XVI secolo troviamo scrittori di Itinerari e Geografie (il Sansovino, l'Alberti,
l'Abate Ughelli, il Brouckner, e molti altri ancora) tutti
concordi nel ricordare come veramente unici i Confetti di Foligno. Nel 1850 si producevano ogni anno non meno di
40.000 libbre di Confetti e non si
riusciva ad esaurire tutte le domande.
LUCREZIA BORGIA GOVERNATRICE DI FOLIGNO
Lucrezia Borgia d'Aragona Duchessa di Biselle, moglie di Luigi d'Aragona, figlio
naturale del Re di Napoli, è creata dal Papa Governatrice di Spoleto, Foligno, Assisi,
Nocera, Sassoferrato, Visso, Gualdo Bettona Trevi, Bevagna , Montefalco, S.Gemine ed
Abbatia di Ferentillo. Il 29
agosto del 1499 Lucrezia Borgia viene nominata dal papa Governatrice dei territori sopra
citati e risiedeva a Spoleto. Era solita di chiamarsi Ducissa Spoleti et Gubernatrix Fulginei. Il Comune di Foligno chiese alla Borgia di avere un
rappresentante in città per non essere costretti tutte le volte a ricorrere a Spoleto, ed
insieme domandarono la conferma ad una certa legge municipale recentemente fatta, con la
quale si tutelava la città dalle scorrerie dei banditi e dei ladri. La duchessa rispose
dalla rocca di Spoleto il 4 settembre, aderendo alle domande del Comune, ed offrendosi a
favorire la città in ogni altra cosa dove sia necessaria l'opera, interpretazione ed
autorità nostra. Il 10 settembre 1499 fa suo luogotenente in Foligno, con cura di
detti luoghi, Alberto Leoncilli. Nell'agosto del 1500 Lucrezia Borgia non era più
Governatrice di Foligno, ma i folignati dovettero conservarne gradita memoria, poiché
quando essa nel 1502 da Roma andò come sposa al Duca di Ferrara, il Comune di Foligno le
fece, nel suo passaggio per questa città feste assai sontuose; la Duchessa giunse in
Foligno il 13 gennaio e gli ambasciatori del Duca di Ferrara narrando lo splendido
incontro che ebbe in Foligno, scrissero che "qui in Foligno è stato fatto il migliore accoglimento e maggiori
testimonianze di letizie che in altri luoghi fuori di Roma".
IL PASSAGGIO DI SAN PIETRO E SAN PAOLO A FOLIGNO:
I PRODIGI DI CANCELLI
Nelle vicinanze di Foligno, vive la famiglia Cancelli, nella
località denominata appunto Cancelli. Tutti i figli maschi sono dotati di poteri miracolosi per la guarigione
delle malattie reumatiche. Tale
potere loro lo ricevettero dagli Apostoli
San Pietro e San Paolo, quando
predicarono la fede in quelle parti, e che è stato trasmesso ai posteri sino al giorno
d'oggi. Sotto il regno di Nerone, durante la persecuzione verso i cristiani, i SS.
Apostoli Pietro e Paolo, che andavano predicando la fede per le montagne attorno a
Foligno, una notte tempestosa si fermarono in una piccola capanna occupata da due coniugi
chiamati Cancelli. Essi erano poveri all'estremo, e la donna per maggior disgrazia era
cieca. Gli Apostoli che erano mezzi sfiniti per il freddo e la fame, supplicarono per
essere ricoverati, e la povera donna, che stava sola in quel momento rispose: < Buoni
padri miei pellegrini, non vi posso aiutare, perché io non posso distinguere la notte dal
giorno. Mio marito è andato fuori a cercare del cibo, perché noi non abbiamo niente in
casa ed abbiamo consumato il nostro ultimo barile per fare il fuoco >. Essi risposero
con il rendere la vista alla donna, dicendole che guardasse alla credenza. La sua sorpresa
fu enorme nel trovare cibo in abbondanza. Allo stesso momento ritornò il marito a mani
vuote, e vedendo quello che era successo durante la sua assenza, venne alla conclusione
che i suoi visitatori non erano uomini ordinari. Egli diede dunque loro il benvenuto ed
assieme a sua moglie li trattò meglio che poteva, e la mattina gli Apostoli presero
commiato con molti ringraziamenti. Dice la tradizione che quando si erano allontanati
dalla capanna un tiro di fucile circa, al punto adesso segnato da una cappella, essi
discorsero tra loro e dissero: < Questa buona gente ha fatto tanto per noi e non gli
abbiamo lasciato una durevole benedizione in ricambio delal loro carità, ritorniamoci,
facciamo qualche cosa per essi >. Così ritornarono sui loro passi, e con un segno di
Croce ed una benedizione, guarirono il marito che soffriva di reumatismi, ed in più
aggiunsero queste parole: < Per
riguardo della grande carità che voi avete mostrata ai servi di Gesù Cristo, noi,
Apostoli di Lui, nel suo nome, conferiamo a voi ed a tutti i figli maschi che direttamente
discenderanno da voi ed abiteranno in questo luogo, il potere di guarire le malattie
reumatiche fino alla fine dei secoli; col mezzo della preghiera e del segno della Croce.
Voi non domanderete mai un premio per fare questo, ma potrete accettare tutto quello che
vi si offrirà. Voi non sarete mai ricchi, ma non vi mancheranno mai le cose necessarie
alla vita >. Gli Apostoli se ne
andarono e da quel giorno fino ad oggi la promessa è sempre adempita.
DUE FOLIGNATI VIDERO MORIRE GESÙ CRISTO
 Si legge nei Vangeli che, presente alla crocifissione di Gesù Cristo, vi era Cornelio Centurione, con i suoi soldati, allora destinati a
Gerusalemme. Essi erano presenti alla Crocefissione di Gesù, ascoltarono le ultime parole
ed assistettero alla sua morte: videro la Madonna, le Marie, San Giovanni Evangelista,
ecc. Si spaventarono del terremoto, delle tenebre impreviste, e scesero dal Monte mentre
Cornelio Centurione diceva VERE HIC HOMO FILIUS DEI ERAT. E glorificava Iddio dicendo:
VERE HIC HOMO IUXTUS ERAT. E' poi naturale supporre che, tanto Cornelio quanto i suoi,
dovettero essere informati della Resurrezione del Signore, e di tutto quanto accadde poi.
Di Cornelio
Centurione si sa che San Pietro lo istruì e lo battezzò ma dei suoi soldati non si sa
nulla, e ci è rimasto solo il frammento epigrafo che conserva il nome di molti militari,
e le loro patrie. Due di questi soldati, testimoni sul Calvario della morte di
Gesù,
erano di Foligno. I loro nomi erano CALPURNIUS,
MAXIMUS FULGINII e SENECA FULGINIIS. Di quest'ultimo si legge il nome in una iscrizione inedita di
Lucignano d'Arezzo. Calpurnio e Seneca, tornati a Foligno, parlarono ai concittadini di
Gesù, della sua morte e della Resurrezione. Non si hanno fonti storiche che testimonino
la loro conversione al cristianesimo, tuttavia è certo il fatto che la loro testimonianza
ha lasciato tracce nella storia delle tradizioni cittadine.
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